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La Dr.ssa Silvia Pigliafreddo con alcuni bambini afghani

 

IL MIO VIAGGIO A KABUL E KANDAHAR

Respiro l’aria di Kabul in una calda giornata d’estate...è cosi’ incredibile! Io, si’ proprio io, qui nella città di cui si sente parlare ad ogni TG, piena di un fascino così particolare, non semplicemente il fascino dell’Oriente…non renderebbe giustizia, una sorta di calamita della Vita.

Ho avuto il grande onore di poter sperimentare il viaggio piu’ strano, nel senso di totalizzante, orgogliosa di non essermi fatta dissuadere da chi cercava di infondere quel velo di paura che mi  avrebbe impedito di assaporare tutta la Bellezza Umana che ho vissuto.

Sono subito immersa in una folla di gente, ci osserviamo a vicenda, ad occhi sgranati…non riesco a capire cosa pensino quegli occhioni grandi di colori molto caldi che incontrano i miei, e ne sarei tanto curiosa, ma sono tanto tanto espressivi e profondi! Loro hanno visto l’indescrivibile bruttura dell’uomo durante i tanti anni di guerra, hanno assistito alla distruzione di tutto cio’ che per loro è vita…ed ora iniziano a rivedere la rinascita, la ricostruzione.

Per tutto il meraviglioso viaggio mi ha accompagnato la sensazione di essere accolta sempre a braccia aperte, di far parte anch’io di quella Gran Bella e numerosa Famiglia. Ho avuto la grandissima fortuna di poter vedere e vivere il vero Afghanistan, con la sua polvere che senti tra i denti quando si cammina per le strade sterrate, il traffico incontrollato di bici, auto, pulmini e carretti, i matrimoni giornalieri nei colorati hotels addobbati a gran festa, i mille cantieri in ricostruzione, gli aquiloni sempre presenti in ogni scorcio di cielo della città…Sono stata molto orgogliosa di aver vissuto Kabul!

Una Kabul, una sorta di seconda mamma, fiera, patriottica, integra.

Silvia Pigliafreddo