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IL
MIO VIAGGIO A KABUL E KANDAHAR
Respiro l’aria di Kabul in una
calda giornata d’estate...è cosi’ incredibile! Io, si’ proprio io, qui
nella città di cui si sente parlare ad ogni TG, piena di un fascino così
particolare, non semplicemente il fascino dell’Oriente…non renderebbe
giustizia, una sorta di calamita della Vita.
Ho avuto il grande onore di
poter sperimentare il viaggio piu’ strano, nel senso di totalizzante,
orgogliosa di non essermi fatta dissuadere da chi cercava di infondere
quel velo di paura che mi avrebbe impedito di assaporare tutta la
Bellezza Umana che ho vissuto.
Sono subito immersa in una
folla di gente, ci osserviamo a vicenda, ad occhi sgranati…non riesco a
capire cosa pensino quegli occhioni grandi di colori molto caldi che
incontrano i miei, e ne sarei tanto curiosa, ma sono tanto tanto
espressivi e profondi! Loro hanno visto l’indescrivibile bruttura
dell’uomo durante i tanti anni di guerra, hanno assistito alla distruzione
di tutto cio’ che per loro è vita…ed ora iniziano a rivedere la rinascita,
la ricostruzione.
Per tutto il meraviglioso
viaggio mi ha accompagnato la sensazione di essere accolta sempre a
braccia aperte, di far parte anch’io di quella Gran Bella e numerosa
Famiglia. Ho avuto la grandissima fortuna di poter vedere e vivere il vero
Afghanistan, con la sua polvere che senti tra i denti quando si cammina
per le strade sterrate, il traffico incontrollato di bici, auto, pulmini e
carretti, i matrimoni giornalieri nei colorati hotels addobbati a gran
festa, i mille cantieri in ricostruzione, gli aquiloni sempre presenti in
ogni scorcio di cielo della città…Sono stata molto orgogliosa di aver
vissuto Kabul!
Una Kabul, una sorta di
seconda mamma, fiera, patriottica, integra.
Silvia Pigliafreddo |